Underground

dal sottosuolo il mondo
è una poltiglia nera
solo un cuore di talpa
riesce a navigare

per occhi che distinguono
radici dagli steli
è sfarfallare dalle oscure zolle
per guadagnare l’universo____il sole
che quanto più pressante si fa il suolo
più s’avvicina il cielo

Nut

è un’asola nell’universo
combaciare
di pesi vivi o
cessazione di battiti

una botola in cielo

nessuno sa dove conduce

 

Infine un’apparenza

Fili di qualche vita andata

di lattine scalciate oltre la strada

un balzo per parlare

un girarsi di lato per tacere

storie vissute altrove

veicoli e clangori

lei____ che sapeva dalle suppellettili

riconoscere l’anima e la stanza

voce di stralunato dire sulle corde

a volte cigolio________

s’accorse del suo pianto

.

ma non fiorì l’abbraccio

troppa distanza_____ tra

.

 

ai lutti della mente

s’aggiunsero i sigilli delle forme

e s’intraprese un viaggio di ritorno.

.

Trip_ode

Braci
in effetto rebound
persiste un’ulcera moneta
coazione a rip———-etere

helicobacter pylori
perfora
tarlatura pefetta _____fiotto
meridiano passante
per il centro

intagliate nel suono
cellule in cavità disgiunte
affamate di sole
e abbagli

il dito ________punta
la notte di lustrini
in forma d’ursa major

Il compito

adesso

scorrono i resti di un rosario
d’ombre
voci lontane dissero colombe
nessuno udiva sillabare i sogni
le parole distese in un antico
letto di fiume

separava le rive un mormorare
d’acqua

la zattera inoltrava legni e nodi
nella navigazione solitaria

onde perdute scritte con l’inchiostro
simpatico
apparenza di stella a imbrillantare
rocce di nuovi palcoscenici
e farsi foce il mare
all’entroterra.

Meri Maat

La donna delle sette forme e sette vite
appare quando
le luminarie cadono nel mare
il velo dell’amore a ricoprire
i latrati dei cani travestiti – coda compresa -

ha scritto sui declivi dell’Ogdoade
piume di struzzo a contrappeso

la bilancia si acqueta in equilibrio
concavità d’epifanie
il dio dei volti oscuri divorante nomi
e cuori
le sospende nei cieli superiori – nell’attesa -
del suo risorgere dall’acqua

Non accadde mai

o accade sempre
ci sono punti in fondo
che restano sospesi in un corallo
fluttuano lenti quasi addormentati
tra lampade orientali rosso acceso
calze fumé su biancapelle
in un sabot di versi
le congiunzioni ardevano promesse
quanto distanti____________ dimmi
dal tacere retorico
se le domande avanti quattro lustri
non le pronuncia più nessuno
se la lingua lambiva un fiore all’angolo
spuntato sulle labbra
e la parola
aveva suoni amplificati in acqua
___________ nuotavi nel mio dire

ora qualcuno avrebbe una carezza
sul vetro levigato del mio autunno
dice che la bellezza è una conquista
che dagli abissi affiora
ed io che non gli credo
distolgo il viso e guardo oltre la fiamma
_________ un bacio sulla punta delle dita
in una bolla d’aria
io che già sono un piede nell’inverno.

Ma fuori…

non è sicuro nelle scene dismesse
il corpo avorio
liscio che ancora il mare
spande d’intorno e l’onda che ne assale
include sulla rena un abbandono
a battiti discordi
la sedia infissa nella sabbia
muta si veste di nottate bianche
piegate sui braccioli
una tastiera digita gli spazi
trascinandoli a riva
e il capitano
scrive di nebbia e porti in un assolo
lei
tutta la vita al faro

Capienze

sabato, 05 novembre 2011

 
Torno nelle misure piccole
non importa che mi si stringano addosso
delle grandi ho paura
temo gli spazi vuoti e i flutti
che arrivano e travolgono ogni cosa
 
torno nel mio declivio breve
l’acqua addomesticata ai rubinetti
il girotondo della lavatrice
i piatti sul lavello
 
questa costanza di casalinghità
mi acqueta
nelle serigrafie di giorni adattati alla meglio
alle cornici
non si può colorare un altro mondo
sono scaduti i pigmenti
la cera s’è indurita
 
è il caso di restarmene qui muta
lasciar parlare l’altra me che scrive
di cose totalmente inconcludenti
eppure
nella traccia di lettere battute
un soliloquio
postato da: stabatmater alle ore 05/11/2011 12:18 | Link | commenti (7)

Commenti:

 

#1  05 Novembre 2011 - 19:11
 
gli spazi intimi e raccolti - cose da donne -
là dove d'autunno si sta bene
le voci sono quelle poche di famiglia
l'aria sa di noi... che bello! non è stasi: è ciò che deve rimanere stabile perchè tutto possa cambiare

 
Utente: theallamente La mia homepage: http://theallamente.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. theallamente

#2  07 Novembre 2011 - 03:37
 
grazie, the!
"non è stasi: è ciò che deve rimanere stabile perchè tutto possa cambiare"

condividola tua lucidità Zen...
ciao

Utente: stabatmater La mia homepage: http://stabatmater.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. stabatmater

#3  07 Novembre 2011 - 17:15
 
Confesso che ascolto volentieri anche l'altra te, ma qui mi sento più a casa mia...
Utente: aitan La mia homepage: http://aitanblog.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. aitan

#4  07 Novembre 2011 - 17:28
 
aitan
esta casa es tu casa
ed è un grande piacere sapere che ci stai bene

maat

Utente: stabatmater La mia homepage: http://stabatmater.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. stabatmater

#5  07 Novembre 2011 - 19:03
 

Hai ben rappresentato lo squilibrio che si produce nell'individuo tra l'essere nel mondo reale e l'essere nell'immaginazione: si diventa doppi o ci si sdoppia. Nel soliloquio si ritrova l'unità.

franca

Utente: cheneps La mia homepage: http://cheneps.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. cheneps

#6  07 Novembre 2011 - 19:32
 
mi piace molto questa "casalinghità" di cui ho desiderio anche io spesso
e poi quando il mio desiderio l'ho appagato torno ad aver bisogno di misure grandi e di spazi vuoti, forse questa dicotomia è per me desiderio di vivere a pieno...
molto bella sì
chicca
Utente: chiccama La mia homepage: http://briciolenotturne.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. chiccama

#7  08 Novembre 2011 - 12:23
 
franca
la distonia è solo apparente, siamo tanti e uno, la nostra umanità ha mille facce...

chicca
so che capita spesso di sentirsi così, soprattutto a chi di spazi e di viaggi conosce l'attrattiva, e che, anche quando si è stanziali, lascia  comunque uno spiraglio aperto su nuove percezioni...

m

Utente: stabatmater La mia homepage: http://stabatmater.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. stabatmater

Commenti:

categoria:poesia